Bigattiera

blog per i diritti dei bambini e delle bambine del campo della Bigattiera – Pisa

La scuola per qualcuno è un percorso a ostacoli

Rabbia e impotenza si alternano nelle nostre voci, nei nostri occhi che si incontrano e si distolgono.
Noi questi bambini li conosciamo. Non sono piccole pulci fastidiose, esseri di cui dobbiamo disfarci.
Sono i bambini che ogni mattina, a turno, lo scorso anno abbiamo portato a scuola. Che abbiamo caricato in macchina, a cui abbiamo portato la merenda, a cui talvolta abbiamo dato un quaderno nuovo o procurato una bicicletta.
Sono i bambini con cui tanto abbiamo parlato, che ci siamo trovate a sostenere e anche a riprendere.
Adesso siamo qui ad assistere con loro alla demolizione delle loro povere case, fatte di lamiere e legno, ma anche calde e dignitose, in cui un caffè non si nega a nessuno.
I campi rom sono un abominio, intendiamoci. Ma sono un posto per chi altro posto non ha. Da adesso, invece di posto non c’è neppure questo, si deve volare in un altro luogo perché si è scacciati.
E hanno un bel dire, gli amministratori di questa città, che si sono cercate o trovate delle soluzioni. Qui è tutto chiaro, davanti ai nostri occhi. I bambini sono nel campo e assistono senza dire una parola alla demolizione di tutto il loro modesto orizzonte. Non sanno dove dormiranno la prossima notte. I loro genitori ormai non pensano al qui e ora, ma solo a dove mettere i loro bambini stanotte. E’ già il futuro immediato.
Noi invece non riusciamo a non guardarci indietro. Il lavoro fatto faticosamente in questi anni sta andando in fumo. Tutto il lavoro, compreso il portarseli a casa questi bambini, perché l’assessore continua a dire che noi non abbiamo fatto niente, ma lei non sa o preferisce fingere di non sapere che questo non è affatto vero. Noi pur sapendo che non poteva essere sufficiente la nostra azione senza il supporto dei servizi adeguati, non siamo riuscite a mettere a tacere la nostra coscienza e a dormircene tranquille. Alcuni di questi bambini li abbiamo portati a scuola ogni mattina, rubando il tempo ai nostri figli, muovendoci dalle nostre case e facendo acrobazie con gli orari di lavoro, perché crediamo in quello che è il diritto costituzionale all’istruzione.
Ma adesso quei bambini sono sparsi su un territorio ampio, di molti non sappiamo neppure che fine faranno. Dovremo cercarli, aiutarli a iscriversi in un posto libero nelle classi ad anno iniziato. Sarà difficile che finiscano negli stessi plessi. Pensare che l’anno scorso avevamo fatto in modo di radunare tutti i fratelli in un’unica scuola perché fosse più semplice il poterli portare. Di nuovo comincerà il calvario del pulmino che manca e possiamo prevedere che una nuova denuncia per mancata frequenza a qualcuno arriverà.
E ci domandiamo: perché per qualcuno andare a scuola invece che un diritto deve essere un percorso ad ostacoli? Perché la nostra società non garantisce una scuola di qualità a chi parte svantaggiato, per aiutarlo ad uscire da un finale già scritto?
Dalla nostra angoscia scaturisce un desiderio: che quest’anno Alexia e Sunita, dopo tutto, riescano a prendere il diploma delle medie. Nonostante i vari assessori.

Lorena Conte
Clelia Bargagli Stoffi

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Un commento su “La scuola per qualcuno è un percorso a ostacoli

  1. giuliana piroso
    8 ottobre 2015

    Sono assolutamente d’accordo con le vostre riflessioni e capisco la vostra amarezza. Quanta acqua dovrà ancora passare sotto i ponti perché queste odiose discriminazione abbiano fine?

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Questa voce è stata pubblicata il 7 ottobre 2015 da .

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