Bigattiera

blog per i diritti dei bambini e delle bambine del campo della Bigattiera – Pisa

Il vicino di casa “scomodo” e la legge forte coi deboli – Susanna Mammini

Sono una cittadina pisana, da 17 anni vivo nel quartiere di Putignano – Sant’Ermete, ho due bambini che frequentano le scuole del quartiere.

Giovedì 16 Luglio ho assistito ad un momento dello sgombero della famiglia Ahmetovic dal terreno ad uso agricolo da loro acquistato e sul quale vivevano da pochi anni.

La Legge, che prevede l’impossibilità di insediare delle roulotte e case mobili su di un terreno ad uso agricolo e lo spargimento di ghiaia su tale terreno per impedire il ristagno di acqua durante l’inverno, è stata rispettata (mi scuserete se non sono capace di utilizzare termini di Legge corretti ma questo è successo giovedì).

La famiglia Ahmetovic era mia vicina di casa, forse però non era una famiglia come la Sua vicina di casa, dott. Rossi.

La famiglia Ahmetovic era un vicino di casa “scomodo”: durante il giorno i bambini Ahmetovic ci suonavano al campanello un sacco di volte, una volta per chiederci una bicicletta (quando per un  paio d’ore, quando per un paio di giorni), una volta per chiederci biglietti per l’autobus per andare al mare, una volta per fare un po’ di lezione insieme, una volta per chiederci un  pallone per giocare ai giardini pubblici, una volta per chiederci due euro per comprare un regalo per un fratello che faceva il compleanno, ecc. ecc..

Tutte le volte, con il sorriso, accettavano la risposta positiva o negativa che i miei figli (quando si trattava di bici, pallone, lezione, ecc.)  o io e mio marito (quando si trattava di pochi euro), davamo loro.

La famiglia Ahmetovic era un vicino di casa “scomodo”, anche il rapporto di amicizia e di sostegno che abbiamo incominciato  ad instaurare con la mamma ed il babbo non era facile. Tante sono le scelte di questi adulti che non condividiamo.

I genitori Ahmetovic però avevano anche scelto un campo in un quartiere, vicino a servizi sociali utili ai loro figli che mandavano regolarmente a scuola, quindi in un contesto di inclusione, socializzazione solo e soltanto utile.

Due dei ragazzi sono, anzi erano, compagni di classe dei miei due figli.

Voi non avete visto la faccia dei bambini quando giovedì assistevano alla distruzione che le Vostre Ruspe hanno compiuto di ciò che per loro era la “casa”.

Voi non avete ascoltato i loro discorsi quando, dopo la sistemazione di fortuna in un luogo inevitabilmente di emarginazione,  cercavano un modo per tornare a scuola a settembre ( in biciclette, a piedi….?), da un luogo che non potevano affatto scegliersi e che hanno avuto l’opportunità/fortuna di usare, una sistemazione che complica ulteriormente la vita e non aiuta affatto a creare relazioni migliori, ma a farli sentire ancora più diversi ….

Quella scuola che, come dirigenti di questo comune, dite di aver concesso loro di finire, sapendo benissimo che non è vero perché così si è solo fatto concludere questo anno scolastico ma non il percorso scolastico che maestri  e maestre delle nostre scuole pisane hanno così caparbiamente e amorevolmente compiuto in questi pochi anni e che nessuno di voi si è degnato di conoscere.

Sono convinta che continuerete a mandare ruspe per far rispettare la Legge, sono convinta che continuerete a proporre come “soluzioni accettabili” la divisione dei nuclei familiari, sono convinta che continuerete in queste politiche sociali di aumento di divario tra chi ha e chi non ha, tra chi è più bello e profumato e chi meno, sono convinta che continuerete ad alimentare la guerra tra povera gente.

Giovedì è toccato alla famiglia Ahmetovic, domani toccherà ad un’altra famiglia del nostro quartiere, in un futuro poco lontano manderete le ruspe ai figli dei nostri figli, chissà!

Questo zelo legalitario, così variabile, ma che diventa così forte coi deboli non è portatore di pace tra culture e modi di vivere diversi su cui c’è da dire certamente, ma non con questa logica ruspista annessa ad una assenza di alternative.

Una amministrazione che risponde a tristi manifestazioni di odio emerse così virulente anche dalle nostre parti con le cacciate generalizzate, alimenta la spirale di odio stessa.

Buona estate, a voi, a me, che abbiamo l’aria condizionata, l’acqua corrente, l’energia elettrica…

Susanna Mammini

(foto di Sergio Bontempelli)

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Questa voce è stata pubblicata il 21 luglio 2015 da .

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