Bigattiera

blog per i diritti dei bambini e delle bambine del campo della Bigattiera – Pisa

“Tutti i bambini abbiano accesso alla scuola” Lorena Conte

Sono un’insegnante di scuola media e nella mia classe ‘frequentano’ quattro ragazze e due ragazzi  provenienti dal campo Rom della Bigattiera. Le loro presenze l’anno scorso sono state piuttosto sporadiche e questo, come è facile intuire, ha avuto pesanti ricadute sul rendimento scolastico e in termini di integrazione. A loro dire – dei ragazzi, intendo – le assenze sono da imputare in massima parte alla mancanza del servizio di trasporto dal campo a scuola. Dico “a loro dire” non a caso e non senza un velo di polemica. Perché quello che, mi sembra, si rimproveri più spesso a questi studenti e alle loro famiglie – da parte dell’opinione pubblica in generale – è che la questione del pulmino sia, in realtà, solo una scusa che viene strumentalizzata politicamente, soprattutto da chi si batte per il riconoscimento di tale diritto.nessun bambino è perduto
Io non ho intenzione di occuparmi dell’aspetto politico, quanto, da insegnante, dell’aspetto culturale, ma, direi pure, più semplicemente di mero buon senso. Le obiezioni più frequenti sono due (escluse naturalmente tutte quelle che riguardano questioni tipo “se ne tornino tutti al loro paese”, “se ne stiano al campo senza rompere” ecc): c’è chi dice che, se davvero ci tengono tanto ad andare a scuola, si tratta di fare “un pezzo” a piedi e poi prendere l’autobus. E allora io penso al mio passato di studentessa di scuola media con rendimento molto buono, con una famiglia solida alle spalle e che credeva fermamente nell’importanza della scuola: se avessi dovuto recarmi tutti i giorni a scuola a piedi, magari sotto la pioggia, svegliandomi all’alba per cercare di arrivare puntuale, probabilmente ci sarei andata molto poco. O almeno molto malvolentieri. E perché dovrei pretendere da questi ragazzi, la cui affezione alla scuola non è certo proverbiale, uno sforzo che io stessa non avrei fatto?
E arriviamo appunto alla seconda obiezione, di tipo culturale: c’è chi dice che il problema del pulmino è una scusa e che in realtà ci sono ragioni culturali, storicamente e profondamente radicate, che portano i ragazzi Rom a non frequentare la scuola; forse chi dice questo ha ragione, peccato però che può dimostrare la veridicità della sua tesi solo se il pulmino che porta i bimbi a scuola verrà attivato. Se, nonostante il pulmino, i ragazzi non dovessero venire a scuola, molta gente, compresa io, si dovrà scusare. Fino ad allora io sognerò che tutti i bambini, i ragazzi e le famiglie – al di là del luogo di residenza, della provenienza etnica e culturale – possano avere uguale accesso alla scuola, unico motore di cambiamento. Lo spero come insegnante e come madre.

Lorena Conte

Lorena Conte è professoressa di lettere presso l’Istituto Comprensivo Niccolò Pisano, di Marina di Pisa. Al suo Istituto sono iscritti tutti i bambini e tutte le bambine che abitano alla Bigattiera.

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Questa voce è stata pubblicata il 26 settembre 2014 da .

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