Bigattiera

blog per i diritti dei bambini e delle bambine del campo della Bigattiera – Pisa

“Venga rispettato il diritto dei bambini di poter raggiungere in sicurezza la scuola” Alberto Melis

Quando ho ricevuto la richiesta di scrivere un intervento a favore dei diritti inalienabili della popolazione rom della Bigattiera a Pisa, e in particolare dei diritti dei più deboli tra loro, i bambini e le bambine, non conoscevo esattamente né la storia di questo campo, né la sua attuale situazione. Ma qualcosa mi diceva che non appena avessi raccolto tutte le informazioni necessarie a farmi un’idea, mi sarei trovato davanti a un’esperienza simile alle tante che ho conosciuto di persona da quando, quasi trent’anni fa, ho conosciuto i miei primi amici rom. Ovvero in una situazione di emarginazione certo facilitata dai secolari pregiudizi che ancora oggi gravano su questa etnia, ma le cui responsabilità oggettive gravano tanto inesorabilmente quanto vergognosamente sui rappresentanti delle nostre Istituzioni. Che avrebbero il dovere, nel rispetto del dettato della Costituzione, di farsi carico dei diritti e dei bisogni elementari della popolazione rom, almeno nei termini, minimi, di assicurare loro l’accesso all’acqua potabile e alla energia elettrica, e di garantire ai minori, nel contempo, l’accesso all’istruzione. 

Tutto questo a Pisa è stato più volte promesso, garantito, assicurato: una parola data e poi tradita dalle istituzioni locali.

Trent’anni fa, dicevo, ho conosciuto i miei primi amici rom. Erano tempi, a Cagliari, la mia città, in cui i bambini morivano facilmente nelle baracche (nove in un solo inverno per broncopolmonite fulminante), e in cui nessuno di loro andava a scuola. Seguivano le loro madri nell’attività della manghel, l’elemosina, suscitando aspri giudizi da parte della gente comune. I rom dovrebbero mandare i loro figli a scuola, si diceva, invece di sottoporli a un tale vergognoso sfruttamento. Quando però si trattava di favorire l’inserimento di questi bambini e di queste bambine nei nostri istituti, ovvero di metterli nelle condizioni di poter frequentare la scuola – perché per poterlo fare occorreva avere prima un luogo sicuro dove vivere, dell’acqua corrente per lavarsi, dell’energia elettrica per sfamarsi e riscaldarsi, e a volte anche un pulmino per il trasporto – ecco che tra la gente montavano le proteste. Ed ecco che spesso, gli amministratori locali – più inclini alla paura di perdere consensi che al rispetto della parola data – lasciavano i campi rom e i loro abitanti in uno stato di totale abbandono.

Da allora, almeno a Cagliari, di acqua ne è passata tanta sotto i ponti. Certo i problemi non sono finiti. Ma da molto tempo i bambini rom non chiedono più la manghel. Tutti sono scolarizzati e diversi ragazzi e ragazze hanno ottenuto il diploma di scuola media superiore. Quest’anno, inoltre, avremo la prima ragazza rom iscritta alla facoltà di Medicina.

E per noi, per quelli come noi che per questo hanno lottato insieme agli amici rom, tutto ciò è un gran vanto.

Ecco perché partecipo con forza all’appello a favore della popolazione rom della Bigattiera, perché vengano rispettati i suoi diritti, e in particolare il diritto dei bambini e delle bambine di poter raggiungere in sicurezza le loro scuole con un apposito pulmino.

Alberto Melis

Maestro, giornalista pubblicista e scrittore, autore di 43 libri per ragazzi,  pubblicati da importanti editori come Mondadori, Piemme, De Agostini, Giunti. Tra i suoi ultimi libri ricordiamo “Da che parte stare? I bambini che diventeranno Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”, Piemme e “Il ricordo che non avevo”, Mondadori.

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Un commento su ““Venga rispettato il diritto dei bambini di poter raggiungere in sicurezza la scuola” Alberto Melis

  1. Alberto Melis
    12 settembre 2014

    Una necessaria precisazione autobiografica: ho pubblicato una trentina di libri, non 43! Ma di sicuro, in trent’anni, sono stati molti di più gli interventi a favore dei rom di fronte a situazioni come queste: spero con tutto il cuore che si risolva positivamente.

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Questa voce è stata pubblicata il 11 settembre 2014 da .

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